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Coronavirus, la cura c’è ma non se ne parla. trasfusioni di plasma dei guariti

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dal sito affariitaliani.it

“Non abbiamo un decesso da un mese. I dati sono splendidi. La terapia funziona ma nessuno lo sa”, racconta entusiasta ma con una vena di sarcasmo Giuseppe De Donno, direttore di Pneumologia e Terapia intensiva respiratoria del Carlo Poma di Mantova. In questo strano cortocircuito tra scienza, politica ed informazione accade infatti altro. “Tutti i giorni in tv ”, dice De Donno, “ascoltiamo chi negava che il Coronavirus potesse arrivare in Italia o parlava di influenza o che colpiva solo gli anziani. Gli unici che ci capiscono qualcosa lavorano ventre a terra dal primo giorno dell’epidemia e non hanno il tempo di vivere in televisione. Hanno inventato questa terapia fantastica ma purtroppo lo spazio avuto fino ad ora sui media è esiguo”.

E Burioni muto!!
Il Dott. Giuseppe De Donno, Primario del reparto di pneumologia dell’ospedale di Mantova (zero morti per covid19) risponde a Burioni:

“Il Signor scienziato, quello che nonostante avesse detto che il Coronavirus non sarebbe mai arrivato in Italia, si è accorto in ritardo del plasma iperimmune.
Forse il Prof. non sa cosa è il test di neutralizzazione. Forse non conosce le metodiche di controllo del plasma. Visto che noi abbiamo il supporto di AVIS.
Glielo perdono. Io piccolo pneumologo di periferia. Io che non sono mai stato invitato da Fazio o da Vespa.
Ora, ci andrà lui a parlare di plasma iperimmune. Ed io e Franchini alzeremo le spalle, perchè…
Importante è salvare vite!
Buona vita, quindi, Prof. Burioni. Le abbiamo dato modo di discutere un altro po’. I miei pazienti ringraziano.

PS: già la vedo che si sta arrovellando a come fare per trasformare una donazione democratica e gratuita in una “cosa” sintetizzata da una casa farmaceutica.

Non siamo mammalucchi!”

Sempre vostro
Peppino

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Una risposta a “Coronavirus, la cura c’è ma non se ne parla. trasfusioni di plasma dei guariti”

  1. da un contributo di Ermanno
    se ci limitassimo a discutere le notizie dal punto di vista scientifico senza dare adito a disfide e rese di conti tra scienziati o pulsioni complottistiche sarebbe meglio. L’uso del plasma immune non è una novità e sono in corso studi controllati (partecipa anche la Campania), previo parere dei comitati etici, quindi non c’è bisogno di appelli con tanto di invito alla massima diffusione per chiamare il popolo a raccolta, che sanno più di ricerca di visibilità e magari di qualche intervista. Sono decenni che ho lasciato gli studi di immunoematologia e spero di non dire inesattezze. Mi limito a ricordare che il rischio trasfusionale zero non esiste e lo sanno bene quanti ricevettero sangue HIV o HCV quando non si conoscevano questi agenti virali e si riteneva che il sangue fosse sicuro. Dire che questi prodotti sono a costo zero non è esatto, lo sono in questa fase emergenziale ma poi si dovrà passare a procedimenti industriali di purificazione e diventerà un farmaco industriale a tutti gli effetti, peraltro più caro di altri (es. anticorpi monoclonali) proprio perché attingono ad una risorsa limitata. Sottolineo che non essendoci soggetti sani vaccinati da cui ricavare immunoglobuline umane immuni (es. tetano) bisogna ricorrere a plasma di convalescenti. Se ben ricordo il plasma si può conservare fino ad un paio di anni e pertanto potrebbe essere una risorsa utile. La prospettiva degli anticorpi monoclonali neutralizzanti producibili in grande quantità è molto interessante, ma se qualcuno corre indietro a complotti di big Pharma non c’è scampo. Ci tranquillizzi che la grande concorrenza nella ricerca in corso di farmaci o vaccini diversi dovrebbe allontanare le ombre di un grande fratello che fa la regia e poi forse sarebbe il caso che alcuni prodotti in caso di pandemia abbiano un prezzo controllato, co0munque remunerativo di ricerca e produzione

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